GLI SPALLONI: UN FILM CELEBRA UN LAVORO DA LEGGENDA FRA I MONTI ITALO-SVIZZERI
Dopo la proiezione al Trento Film Festival, il film Sul confine del
> giovane regista comasco Alberto Anzani è stato invitato alla 7°
> edizione del Festival Internazionale di cinema di montagna di
> Kathamandu in Nepal in programma nel prossimo dicembre. Questo
> invito segue di pochi giorni la chiamata alla IXª edizione del
> International Film Festival for Mountains, Extreme Sports and
> Adventures, che si terrá in Bansko, Bulgaria dal 26 al 29 Novembre
> 2009, località di montagna nei Balcani non lontana da Sofia.
>
>
> - Ho sempre amato viaggiare e poterlo fare oggi col cinema è
> magnifico. E' curioso il fatto che nei festival di cinema e di
> cultura locali questo film sulla storia dei nostri costumi non sia
> stato considerato. Motivo in più di soddisfazione per il mitico
> Ennio, lo spallone settantaseienne protagonista di queste vicende di
> import-export! -
Una dimensione internazionale familiare al nostro
> scrittore, che, sempre all'estero sta terminando le riprese di un
> nuovo lungometraggio: Jogo Duplo che verrà ultimato in Italia nei
> prossimi mesi. La commedia Jogo Duplo, seconda opera cinematografica
> di Anzani, ha già ricevuto la collaborazione di ottimi attori
> portoghesi come Valter Peres, Raquel Pinheiro, Duarte Trindade e del
> napoletano Francesco Mandolese. Sul fronte lariano si conferma la
> partecipazione di Pamela Cuffaro (ex Miss Insubria) nelle vesti di
> una escort e l'esordio dell'attore William Angiuli nei panni di Don
> Peppino, un rozzo usuraio.
> Nel cast, il giovane Vittorio Ferrari, o escritor dà Italia, rapito
> dalla febbre del gioco d'azzardo e costretto a fuggire dai suoi
> creditori troverà pace tra le braccia di Isabel, ma non per molto.
> Il fratello gemello Valerio, cuoco in un famoso ristorante di
> Cernobbio, innamorandosi a sua volta della bella Isabel risolverà
> aiutare il fratello aggiungendo sale a questa commedia estiva.
> Appuntamento in sala a fine anno con Jogo Duplo, un gioco doppio in
> tutti i sensi.
>
> Il film racconta le fatiche e le speranze degli spalloni, i
> contrabbandieri di sigarette sul confine italo-svizzero, uno spaccato
> di storia lombarda comune a tante zone di frontiera. Ennio Verga, il
> settanseienne protagonista di queste vicende: - Siamo usciti dalla
> fame della guerra, de sfross, devo ringraziare la montagna che mi ha
> dato il pane per vivere -. La sua vita è stata raccolta dallo
> scrittore Alberto Anzani prima in un libro fortunato dal titolo Sul
> confine edito da Sax editore e ora in un film a colori incrocia gli
> schermi delle province italiane, raccontando con umiltà la fatica e il
> coraggio di chi non ha voluto mai mollare...il sacco. Da Alberto
> Anzani, che sarà impegnato sul set del suo nuovo film dal titolo Jogo
> Duplo che ha visto il primo ciak a Lisbona il 9 giugno scorso, abbiamo
> avuto questa intervista.
>
> *Cinema, una passione che continua, com’è stato girare il tuo primo film?*
> Sempre sulla corda. E’ stata un’impresa straordinaria quella di
> filmare proprio nei luoghi di confine dove si sono consumate queste
> vicende nascoste. Gli attori del calibro di Lorenzo Ortelli, Pamela
> Cuffaro, Martina Guglielminetti, lo stesso Ennio Verga nei panni di se
> stesso, hanno mostrato il lato umano di questa storia di illegalità,
> divisa tra il dramma della fatica nella notte, dei carichi
> pesantissimi, anche durante gli inverni nevosi e la commedia della
> corruzione del brigadiere Scarpasacc, avvenuta durante una partita di
> calcio tra spalloni e uomini della Guardia di Finanza e sulle panchine
> di Villa Olmo.
> *Come è stato il salto dalla scrittura alla regia?*
> Dopo aver frequentato una scuola di regia tra Como e Milano, ho
> raccolto la sfida di mettere insieme una piccola troupe
> cinematografica. Dopo tre anni di incubazione del progetto cercando
> con fatica i finanziamenti possibili, ho osato buttandomi in questa
> impresa col cuore aperto come un vero spallone nella notte. Ho subito
> inteso che la miglior scuola di cinema e fare cinema. Ho giocato con
> le luci (la giovinezza, le ragazze) e le ombre (la fatica, il freddo,
> la notte). Ho cercato di ambientare questa umanissima storia negli
> anni ’60 – 70, recuperando auto, attrezzi di scena, ricreando le
> atmosfere dell’epoca, raccontando con un taglio romantico il coraggio
> di chi aveva la speranza di cambiare solo nelle sue gambe e persino
> l’ardore di portare fin dentro una caserma, nella tana del lupo, le
> prime turiste olandesi sbarcate a Cernobbio.
> *Ma il contrabbando è, e rimane, un fenomeno criminale?*
> Certamente, se la legge proibisce una condotta, chi contravviene alla
> legge delinque. Tuttavia in un certo periodo storico, dall’inizio del
> secolo scorso sino al dopoguerra, chi portava sigarette, riso, dadi,
> copertoni di auto, penicillina per i sentieri di montagna considerava
> quell’attività un lavoro, l’unico lavoro che poteva dare un futuro
> alle tante famiglie alpigiane che vivevano del latte di vacche e capre
> e un po’ d’agricoltura, in una grande povertà. Poi dopo gli anni ’70
> il fenomeno cambiò, divenne un crimine organizzato, iniziò il
> contrabbando di oro, valuta, droga, le bionde viaggiavano coi Tir
> oltre frontiera. A questo mondo gli spalloni non appartengono e anche
> i fratelli descritti nel libro seppero ritirarsi in tempo.
> *Fare cinema è una indubbia forma d’arte collettiva. Come è stata
> questa esperienza?*
> Ho potuto contare su bravi attori e su più di trentacinque comparse,
> quasi tutti amici di vecchia data che si sono divertiti ad
> immedesimarsi nei ruoli, a vestire i panni degli spalloni e le
> uniformi dei finanzieri, a supplire sul set ad un sacco di figure
> importanti come runner, trovarobe, elettricisti, e vari aiuti a cui
> per ragioni di budget ho dovuto rinunciare. Il cinema crea una enorme
> famiglia e sul set la magia di muoversi tutti all’unisono, per ogni
> cut in cui si incide la pellicola, crea quello che ogni regista sogna:
> il film che si scrive da sé. Ottima è stata la collaborazione con
> l’operatore Silvio Mason e con la scenografa Sandra Meneses che ha
> curato anche i costumi.
> *Come è stata l’accoglienza al cinema di questo film?*
> Nelle province di confine l’entusiasmo è stato grande. Abbiamo
> registrato per una settimana intera il tutto esaurito in un multisala.
> Poi, le difficoltà della distribuzione in altri cinema ha fatto sì che
> uscisse il DVD. Stiamo ricevendo on line richieste da diverse zone
> dell’Italia, dalla Spagna, dall’Inghilterra e persino dall’Australia.
> Le proiezioni intanto continuano nelle scuole, in cinema d’essay o in
> sale indipendenti. Le storie in apparenza “locali” hanno sempre una
> vocazione universale per i messaggi che nascondono.
> *Scrittore, regista, anche comprimario nel film?*
> Ho voluto ritagliarmi un piccolo cammeo, non tanto per firmare
> quest’opera quanto per cogliere quello che è stato il momento vero
> (maledetto il giorno che ti ho incontrato ci diciamo con ironia io ed
> Ennio) da cui ha avuto origine tutta questa avventura, ossia
> l’incontro, voluto dal caso, tra un giovane scrittore in cerca di una
> baita in montagna e un uomo, un vecchio. Un bicchiere di vino, una
> stretta di mano. Il rischio di accogliere uno sconosciuto nella sua
> baita può allungare inaspettatamente la vita, rendendola per alcuni
> versi immortale…
> *Jogo duplo, la tua nuova fatica, quando arriverá nelle sale?*
> Stiamo girando la seconda parte del film, qui in Portogallo. Sono
> molto contento perché ho trovato degli attori molto motivati e davvero
> bravi del calibro di Valter Peres, Duarte, Trindade, Raquel Pinheiro e
> molte altre comparse, tra cui un ispettore napoletano, una faccia nota
> del cinema italiano. Dovremmo conlcudere le riprese questo autunno in
> Italia. Il tempo nelle isole atlantiche ci ha danto tanti grattacapi,
> ma la vera sfida di questo film é conciliare la vita dei miei gemelli
> che reclamano giustamente tutte le attenzioni e far vivere gli “altri”
> gemelli Vittorio e Valerio Ferrari. Questa commedia é dedicata a loro,
> alla leggerezza della vita e alla loro infaticabile mamma, la
> bellissima attrice azzorriana Sandra Meneses, protagonista di questa
> storia.
> *Non mi resta che farti in bocca al lupo e consigliare a tutti la
> lettura di “Sul confine”e la visione dei films. *
> Grazie. Saluto con una dedica tratta dalla lettere a Lucilio di Seneca
> impressa nelle prime pagine del libro: /Non quia difficilia sunt non
> audemus, sed quia non audemus difficilia sunt:/ noi non osiamo non
> perché le cose sono difficili, le cose sono difficili perché noi non
> osiamo.